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venerdì 9 novembre 2012

Pollo alla birra



Ho usato lo scalogno in questa ricetta. E siccome sono in vena di confessioni, ecco, lo dico: possiedo a casa un cestino sempre rifornito di scalogni. Ero un po’ preoccupata a fare questo outing dopo il libro di Cracco, il cui titolo dichiara sussiegoso: Sei vuoi fare il figo usa lo scalogno. Temevo di perdere punti, culinariamente parlando. Ma adesso che il libro è arrivato nelle mie mani, ho potuto constatare che il tono del titolo, come del libro, non è affatto severo ma, al contrario, ironico e autoironico (dal punto di vista dello chef) ma niente più. Ancora non so perché questa imbronciatura verso la simpatica cipolletta e mi riservo di scoprirlo via via nella lettura.

La ricetta è tratta da un vecchio numero di Sale e pepe e lo scalogno ci sta proprio bene….

lunedì 5 dicembre 2011

Polpette piccanti, ovvero…ma quanto è buona la ‘nduja!


Non andavo matta per la ‘nduja prima di conoscere Anna. L’avevo assaggiata a qualche fiera gastronomica, l’avevo comprata, stipata in un barattolino e consumata sul pane in dosi omeopatiche. Mi piaceva ma non morivo per questo salume. Poi trovo un (vero) lavoro e conosco una collega, Anna, appunto. E da un giorno all’altro cambio reddito e gusti alimentari, perché Anna mi ha portato dalla sua Calabria non un triste barattolino ma una ‘nduja intera e originale, di Spilinga, per di più. Una cosa divina. Non è classificabile semplicemente come salume piccante, perché se usata come insaporitore (ma anche spalmata sul pane), la ‘nduja in versione maxi regala un forte retrogusto affumicato e di maiale. L’ho provata nelle uova affrittellate, facendone sciogliere un poca nella padella, prima di scocciare le uova…


e nelle polpette, delle quali do la ricetta…ormai sono ne diventata dipendente!!!

martedì 14 giugno 2011

Filetto di manzo al vinsanto con patè di fegato


Questo piatto è un tentativo, il tentativo di ricreare un sapore provato più volte con entusiasmo in un ristorantino in Oltrarno, a Firenze. In pratica è una rivisitazione in salsa (anzi direi “in patè”) toscana del classicone francese Tournedos à la Rossini. Al posto del foie gras c’è il patè di fegatini di pollo, che è immancabile in ogni casa toscana nei giorni di festa; invece del cognac c’è il più popolare Vinsanto e, senza nemmeno dirlo, al posto del burro si usa l’olio. Come in ogni piatto dove sia presente un vino o un liquore, la qualità dell’ingrediente alcoolico fa la differenza in fatto di sapore. Il risultato è stato un piatto delicato, nonostante le contaminazioni rustiche, buono quasi come quello di quel ristorantino (dove però io ritornerò…).

domenica 22 maggio 2011

Sgombri alla vignaiola



Riflettevo sul mio post precedente e sui commenti…: non è così tranquillo lavorare in una (grande) biblioteca, è invece un posto pericolosissimo!!! Lavorare tra i libri,  oggi più che mai, significa avere attitudine alla resistenza: resistenza al degrado dei libri e degli edifici e resistenza soprattutto alla voglia di smantellare qualsiasi luogo che produca cultura e quindi crescita (anche economica, checché ne dica o abbia detto qualcuno)...

Ma veniamo alla ricetta. Questa volta tocca al pesce, accompagnato dalle cipolle cotte. Dal libro dal quale ho tratto la ricetta, L’enciclopedia della cucina italiana, volume dedicato al pesce, vengo a sapere che è un piatto calabrese; le cipolle da usare allora saranno quelle di Tropea. Io ho provato a farlo sia con quelle che con le cipolle bianche: devo dire che il risultato è stato in entrambi i casi soddisfacente.

venerdì 13 maggio 2011

Omaggio all'Artusi: Rossi d'uovo al canapè (Uova alla besciamella)


Provo a pubblicare di nuovo questo post dopo il black-out di questi due giorni...
Purtroppo ho perso i commenti :-/

Questo piatto per ricordare il 150° anniversario del pluribaffuto Pellegrino Artusi, che nella ricetta n° 142 del suo La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene lo propone come antipasto a mezzodì. Se questo era l’antipasto, lo immagino stramazzato su una panchina di piazza d’Azeglio a Firenze, dove abitava, a digerire il resto del pranzo… «Come mi ripugna di dare alle pietanze questi titoli stupidi e spesso ridicoli! Ma è giuocoforza seguire l'uso comune per farsi intendere», scrive l’Artusi a proposito del titolo della ricetta e io, d’accordo con lui, preferirei chiamarle banalmente Uova alla besciamella, perché questo, in fondo, sono. Tradisco un po’ la ricetta usando l’uovo intero e non solo il tuorlo e –lasciatemelo dire- lo consiglio come piatto principale con un’insalatina al massimo! O tempora, o mores! (ma più che mores: stomachi!)

giovedì 28 aprile 2011

Polpettone ripieno di carciofi



Qualche volta penso ingenuamente che quello che faccio passi inosservato a casa mia. Figurarsi, non è così! L’altro giorno torno a casa dal lavoro, affamata ma fiduciosa nella cucina della mamma. Prima di potermi lavare le mani e mettermi a tavola la mamma mi apostrofa: “Ho fatto il polpettone ripieno; si fanno subito le foto?”. “Le foto? Quali foto? Le foto di cosa?”, chiedo io con la glicemia al minimo storico. Ovviamente la mamma intende le foto del polpettone: vuole farle prima che inesorabilmente finisca, dato che lei e mio padre ne hanno già mangiato. Ancora non capisco: “Perché devo fotografare il polpettone e non semplicemente mangiarmelo, dato che è pure ora?”. Alle 14.15 ho fame e basta. “Ma bisogna dirti tutto!!!”: le foto, mi informa mia madre, sono per il blog. Ho quindi scoperto in quel momento che condividevo l’avventura del blog con lei. C’era un’invasione di campo e anche piuttosto perentoria. La realizzazione del polpettone è colpa sua, quindi. La ricetta è un misto di tradizione (lei, il polpettone lo fa così) e di cose viste in televisione (l’arditezza del ripieno). Le foto sono mie, scattate subito dopo aver pranzato..

domenica 13 marzo 2011

Sardelle piccanti alla maniera di Petronilla


Per la verità volevo iniziare l’avventura del blog con un post dal libro che contribuisce al suo nome, ma mi sono lasciata tentare dalla torta ipercalorica. Il libriccino delle ricette di Petronilla, datato 1943, l’ho sempre visto in casa di mia nonna , pieno di fogliettini con la sua scrittura, aggiunti nel tempo. L’ho ereditato io, questo libriccino ed è rimasto per parecchio tempo a prendere polvere sullo scaffale. Mi ricordavo del tono colloquiale dell’autrice, dell’amica Damia e della cognata buona a complicar le ricette ma sinceramente non ero rimasta colpita da nessuna ricetta in particolare. L’ho risfogliato ora mentre pensavo al nome del blog e all’immagine da mettere nell’intestazione e mi sono imbattuta in questa ricettina, che Petronilla scrive di aver eseguito d’estate, al mare con i figlioli. Ehm…adesso non è ancora estate, anzi non è ancora primavera…ma…andrà bene lo stesso, vero?