Detesto le lenticchie: così tonde e schiacciate, con quel colorino un po’ così non esercitano su di me nessun sconvolgimento gastronomico. Certo, se costretta, le mangio ma non gioisco. Non le mangio nemmeno a capodanno e forse è per questo che ancora non sono diventata ricca. Quando ho letto questa ricetta sul giornalino mensile di una catena della grande distribuzione ho pensato fosse un’ottima occasione per svuotare la dispensa: da tempo infatti vi giaceva un sacchettino di lenticchie. Ebbene, mi sono ricreduta! Forse è la scarola, forse le uvette, forse i pinoli ma le lenticchie insieme a questi ingredienti sono favolose, anche senza infilarle nelle cipolle.
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lunedì 5 marzo 2012
domenica 22 maggio 2011
Sgombri alla vignaiola
Riflettevo sul mio post precedente e sui commenti…: non è così tranquillo lavorare in una (grande) biblioteca, è invece un posto pericolosissimo!!! Lavorare tra i libri, oggi più che mai, significa avere attitudine alla resistenza: resistenza al degrado dei libri e degli edifici e resistenza soprattutto alla voglia di smantellare qualsiasi luogo che produca cultura e quindi crescita (anche economica, checché ne dica o abbia detto qualcuno)...
Ma veniamo alla ricetta. Questa volta tocca al pesce, accompagnato dalle cipolle cotte. Dal libro dal quale ho tratto la ricetta, L’enciclopedia della cucina italiana, volume dedicato al pesce, vengo a sapere che è un piatto calabrese; le cipolle da usare allora saranno quelle di Tropea. Io ho provato a farlo sia con quelle che con le cipolle bianche: devo dire che il risultato è stato in entrambi i casi soddisfacente.
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