Visualizzazione post con etichetta Paul A. Young. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Paul A. Young. Mostra tutti i post

lunedì 20 giugno 2011

Sorbetto al cioccolato



Con l’estate e con il caldo il cioccolato non va tanto d’accordo e spesso si preferiscono nei dolci sapori più freschi, come quelli della frutta. Spesso. In verità si può rinunciare ai cioccolatini, a farli e a mangiarli, ma eliminare del tutto il cioccolato…come si fa? Un dolcino al cioccolato, un gelatino oppure un sorbetto, appunto, bisogna concedercelo, tanto per conservare intatta la memoria consolatoria di questo ingrediente e mantenersi allenati ai fasti cremosi dell’inverno. Ecco allora un’altra ricetta di Paul A. Young, il suo sorbetto al cioccolato corretto con il ruhm. Il ruhm può anche essere sostituito da un liquore all’arancia, oppure eliminato se destinato a ospiti astemi oppure ai bambini. Consiglio però di mettercelo, il liquore e di gustarselo, il sorbetto alcoolico, di nascosto ai bambini…
Con questa ricetta partecipo al contest di Meris J'adore le chocolate


lunedì 21 marzo 2011

Crostata con croccante di noci macadamia


Le noci dovevano essere pecan, non macadamia ma qualche volta è necessario piegarsi a quello che si trova al supermercato. Questo non è l’unico tradimento della bella -a mio avviso- ricetta di Paul A. Young nel suo libro Avventure al cioccolato. Young, che ama accostare al cioccolato ingredienti decisamente fuori dalla tradizione,  prevede l’aggiunta del sale di Maldon al cioccolato del ripieno e al croccante. Io quel particolare sale non l’ho trovato e dopo molto riflettere davanti allo scaffale dei sali fighetti di un negozio specializzato a Firenze, non sapendone proprio niente di sali, ho scelto il fior di sale della Camargue. Boh! Poi, con mano tremante e cuore pauroso, a casa, ho pesato il sale e l’ho versato nella sublime cioccolatina di una marca da veri intenditori (eh eh…), sperando di non far danno. Poi ho assaggiato: niente male! Una delle mie cavie da assaggio ha detto, non sapendo del sale, che c’era una nota di piccantino proprio buona; un’altra cavia si è lamentata del fatto che la farcia era troppo dolce. Le altre cavie hanno mangiato e basta. Questo vuol dire, se ce ne fosse bisogno, che il gusto è veramente una faccenda personale. E, preciserei, nessuna cavia è rimasta uccisa nel corso di questo esperimento…