Di pazienza ce ne vuole abbastanza, perché occorrono quattro giorni per fare questa marmellata. Mi sono però fidata della mia collega Carmela (come faccio del resto sempre) e, senza conoscerla, della sua amica che le ha dato la ricetta: secondo lei/loro la marmellata di limoni si fa così e viene ottima. Alla fine del lungo procedimento non ho potuto che dare ad entrambe la piena ragione: la marmellata è speciale, con le buccette che si sono candite e sono diventate morbide e il gusto asprino con una punta di amaro. Non escluderei che possa essere un interessante accompagnamento anche per i formaggi. Questo accostamento non l’ho (ancora) provato, però: in casa mia siamo (sono) tradizionalisti, marmellate e confetture esclusivamente la mattina a colazione!
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martedì 20 marzo 2012
giovedì 7 luglio 2011
Torta quadro d’autore
Visitando qua e là i blog di questo luglio il lamento ricorrente è rivolto giustamente al forno: il caldo dell’estate fa a botte con il caldo del forno e le preferenze culinarie si indirizzano verso i piatti freddi. C’è un altro tipo di caldo, per me assai più fastidioso: quello emanato dalla tastiera del computer! In questa stagione per me diventa durissimo scrivere e non trovo rimedi soddisfacenti. Non andava/va meglio a scrivere a penna: per superare il dramma della pagina bianca comunque si suda e la penna finisce per diventare rovente e sfuggire di mano. Preferisco di gran lunga infornare perché l’attesa di vedere cosa uscirà fuori mi diverte molto di più di quanto non mi dia fastidio il calore del forno. Questo che centra con la torta di Luca Montersino? C’entra perché l’ho fatta ormai un mese fa ma il pensiero di mettermi a scrivere, appunto, tutta la ricetta mi faceva sudare caldo… Ho dimezzato le dosi indicate da Luca perché ormai sappiamo che lui deve sempre sfamare un esercito e noi no e ho sorvolato sulla preparazione del pandispagna e della crema pasticcera, sempre per colpa del computer caloroso…
lunedì 6 giugno 2011
Plumcake al limone
Il dolce l’ho visto da Philo e me ne sono subito innamorata: è una ricetta di Pierre Hermé, il Picasso della pasticceria, nientemeno!!! Con le dosi indicate, parecchio abbondanti, ci vuole uno stampo da 28 cm oppure due stampi da 20 cm. Ho ridotto allora di un terzo le dosi, adattando il dolce a un normale stampo da 25 cm. Sembra un dolce di quelli che si piazzano in gola e poi ci vuole un litro di bevanda per mandarlo giù, ma lo sciroppo che vi si versa sopra, come se fosse un babà, lo rende invece gustosissimo e…scivoloso!!! Finisce presto, purtroppo…
Con questa ricetta partecipo al contest di Gianni Cucina a prova di bambino – sezione Preparate per loro.
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