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martedì 20 novembre 2012

Ravioli fritti (ma anche no)



Questa è una vera propria sperimentazione, anzi chiamiamolo plagio. È un tentativo maldestro di riprodurre una cosa buonissima assaggiata durante la passata edizione di Degustibooks, dalle mani della chef Sabrina Somigli. La ricetta precisa non è stata data ma l’elencazione degli ingredienti del ripieno mi è sembrata più che sufficiente; per la pasta ho invece sfruttato la rete. Sono un’idea per un antipasto o per un aperitivo e li ho fritti in spregio alla linea, anche se, secondo me, si possono fare tranquillamente anche al forno.

Degustibooks è stata anche l’occasione per capire che non sono fatta per degustare vini (tre diversi e tutti e tre buonissimi), un sorso e buttiamo via tutto…ma come si fa a compiere un tale sacrilegio???

giovedì 3 maggio 2012

Cannoli siciliani salati


Sono pentita di aver trascurato il mio blog così a lungo e chiedo scusa soprattutto a quella parte di pubblico che incontro ogni mattina e che aveva cominciato a brontolare. Le fatiche del pranzo di Pasqua e altre faccende mi hanno completamente prosciugato le energie e distolto dai miei doveri cibernetici. Tento di farmi perdonare proponendo un’altra ricetta salata di Luca Montersino, sempre tratta da Piccola pasticceria salata, i cannoli siciliani salati. È stato divertente declinare al salato un classico della pasticceria e non meno stimolante vedere che le cialde riescono veramente e una volta fritte, stanno ben chiuse: cannoli siciliani dolci aspettatemi!!!

giovedì 29 marzo 2012

Biscotti salati ai capperi



Devo allenarmi!!! A fine giugno parteciperò ad una lezione di Luca Montersino e ne sono felicissima…lo conoscerò di pirsona personalmente! lo vedrò all’opera in diretta! assaggerò qualcosa di uscito dalle sue mani! Peccato che la lezione sia sui semifreddi e che io mi sia testè cimentata con dei biscotti salati, pure con i capperi. Ma la ricetta è sua, tratta dal libro Piccola pasticceria salata, che è un tripudio di ricette golose quanto quelle dolci. Per essere fedele il più possibile al verbo del Maestro, ho cercato per ogni dove certi particolari ingredienti che Lui consiglia di usare nelle sue ricette salate. In questi biscotti c’è il maltitolo, un dolcificante tratto dal malto che ha la metà delle calorie dello zucchero (ma non è questa la sua unica virtù) e il cui sapore dolce viene facilmente coperto. Il suo utilizzo, scrive M., serve a mantenere il volume secco che occuperebbe lo zucchero nell’impasto se si trattasse di una preparazione dolce. Sono stata spiegata?

domenica 1 gennaio 2012

Salatini al salmone


Chissà se a pubblicare una ricetta il Primo dell’anno, pubblicherò più frequentemente per tutto l’anno…mah! intanto ci provo, senza garantire niente. Mi aspetta un anno pieno di impegni, soprattutto studenteschi, e spero di trovare la voglia…ops!...la forza di studiare…
Intanto offro virtualmente a tutti coloro che passano di qua un salatino al salmone e auguro a ciascuno di affrontare l’anno appena iniziato e già carico di fardelli con un atteggiamento grintoso e ottimistico.
La ricetta è tratta da una pubblicità apparsa su La cucina italiana di dicembre.

lunedì 5 settembre 2011

Cous cous allo zafferano



Ho una pericolosa tendenza alla pantofola, lo so e mi si rimprovera una vita sociale al minimo, è vero….ma qualche volta esco anche io, lo giuro!!! E se capita che vada a cena o a prendere un aperitivo, mi annoto mentalmente le cose buone che ho mangiato e mi ripropongo di rifarle, in un futuro. Come quella volta che sono stata a prendere l’aperitivo (o a cenare? La differenza ormai è minima…) in locale in Santa Croce, a Firenze, dove ho mangiato questo cous cous allo zafferano, che mi è piaciuto tantissimo. Siccome a distanza di un anno dall’ultima volta che c’ero stata (gulp!), questo cous cous faceva di nuovo bella mostra di sé sul banco degli appetizer, in verità mi è venuto il sospetto che sia il loro cavallo di battaglia e ho pensato che io certo sarò noiosa ma loro non variano molto il menu, ovvia!!!!! ;-))

giovedì 26 maggio 2011

Taralli napoletani


È molto strano, a volte. Ci sono pietanze magnifiche che inspiegabilmente restano confinate nel territorio dove sono nate, senza che sia il gusto a limitarne la diffusione o l’ingrediente difficile da reperire. Insomma mi chiedo: perché la pizza è conosciuta in tutto il mondo e i taralli napoletani non escono dai confini regionali? Che hanno fatto, meschini? Forse perché pizzicano per il pepe? Sono le mandorle? I taralli pugliesi ti guardano (giustamente) orgogliosi da ogni scaffale di supermercato d’Italia, i taralli napoletani, invece, si fanno notare per la loro assenza, almeno dalle mie parti. Li ho mangiati per la prima volta a Napoli, dove però –mi dicono- nessuno se li fa in casa ma tutti li comprano dal fornaio. Anzi da alcuni fornai, nemmeno da tutti: i miei amici napoletani disquisivano su quale fosse il forno migliore, quello che faceva i taralli più mandorlosi o più peposi. Infine –ancora mi si dice e io confermo- sono ottimi accompagnati da una birretta o da un vinellino. Tornata a casa, mi era rimasta la voglia di mangiarli ancora e grazie a Marble, in una memorabile master class con lei di cui voglio parlare in un altro momento, ho potuto rifarli, secondo la ricetta delle sorelle Simili. Ho ripreso la forma originale, a tarallo, appunto, invece della forma che hanno preferito le sorelle Simili. Al contrario dei veri taralli che ho mangiato a Napoli, ho spezzato le mandorle a metà: le mandorle intere sono un pochino difficili da gestire nell’impasto e nella masticazione e non ho voluto sfidare i dentisti d’Italia...